Memorie dell’Osservatorio

dell’Università Gregoriana in Collegio Romano
diretto dai PP. della Compagnia di Gesù. Anno 1850
Angelo Secchi
Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1851
Tav. I
220 x 310 mm
Biblioteca dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Anche se l’Osservatorio del Collegio Romano aveva dato alle stampe alcune pubblicazioni negli anni precedenti alla direzione di Secchi, tuttavia è incontestabile che questi tentò di rilanciare in modo deciso la pubblicazione delle Memorie dell’Osservatorio del Collegio Romano, non appena assunse la guida dell’Osservatorio. Nelle Memorie, Secchi pubblicò i lavori più importanti e più corposi, le relazioni sullo stato dell’Osservatorio, le donazioni ricevute, e tutto ciò che riguardava le attività dell’Osservatorio.
Il primo volume, pubblicato nel 1851, contiene la descrizione dei lavori eseguiti all’Osservatorio, ed oltre alle osservazioni e agli studi di carattere astronomico, include un’estesa sezione meteorologica, con i dati delle serie barometrica e termometrica dal 1843 al 1850, rimaste praticamente ininterrotte anche durante gli anni in cui i Gesuiti avevano lasciato il Collegio per l’esilio.
Il secondo volume, pubblicato nel 1852, si apre con una dedica a Pio IX e contiene la descrizione di vari miglioramenti apportati agli strumenti, oltre alle usuali osservazioni astronomiche e meteorologiche; vi si trovano, in chiusura, anche alcune ricerche di fisica, sulla radiazione solare.
Un terzo volume, pubblicato nel 1856, descrive il nuovo osservatorio realizzato sul tetto di S. Ignazio, i suoi strumenti, il suo programma scientifico: da questo momento in poi, l’Osservatorio del Collegio Romano è pienamente improntato agli interessi scientifici di Secchi e il suo nome compare esplicitamente nel frontespizio. Dopo il volume pubblicato nel 1859, che oltre ad una raccolta di studi astronomici, include la descrizione dei nuovi strumenti meteorologici e geomagnetici dell’Osservatorio, Secchi sente il bisogno di uno strumento che permetta una circolazione più rapida dei risultati e fonda il Bullettino Meteorologico dell’Osservatorio del Collegio Romano.
L’ultimo volume delle Memorie viene quindi pubblicato da Secchi nel 1863, con una raccolta di materiali già pubblicati altrove, avvisando i lettori che lo staff ridotto non permette una redazione regolare delle Memorie e lo svolgimento di un programma tradizionale di osservazioni. Successivamente, egli pubblicherà i suoi più importanti lavori negli Atti delle principali Accademie di cui era socio.
Malgrado la loro breve vita, le Memorie sono importantissime per comprendere i primi anni di Secchi alla direzione dell’Osservatorio ed il passaggio che segna l’orientamento sempre più deciso da lui impresso verso l’astronomia fisica.
Dopo la morte di Secchi e la confisca dell’Osservatorio, le Memorie torneranno ad essere pubblicate, con periodicità irregolare, col titolo di Memorie del R. Osservatorio del Collegio Romano, a partire dal 1899 fino al 1921, quando l’Osservatorio del Collegio Romano fu unificato con quello del Campidoglio per realizzare il nuovo Osservatorio Astronomico di Roma, su Monte Mario.
Le figure 1-3 della tavola qui esposta illustrano la disposizione dei locali e degli strumenti all’Osservatorio del Collegio Romano prima del suo trasferimento; la figura 4 raffigura l’antica mira del cerchio meridiano di Ertel, posta sul recinto della basilica di S. Sabina sull’Aventino – la figura 5 rappresenta un disegno di Saturno – il cui studio fu tra gli interessi iniziali di Secchi.

Ileana Chinnici - INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo