L’unità delle forze fisiche

Saggio di filosofia naturale
Angelo Secchi
Roma, Tipografia Forense, 1864
[Frontespizio]
145 x 215 mm
Biblioteca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, Milano

Questa opera fu pubblicata per la prima volta nel 1864 a Roma, registrando negli anni successivi un notevole successo editoriale in tutt’Europa. In Italia ebbe una seconda edizione (Milano, 1874) notevolmente accresciuta in due volumi, seguita da una terza, postuma (Milano, 1885). All’estero ebbe due edizioni francesi (Paris, 1869 & 1874), tre edizioni tedesche (Leipzig 1876 & 1884-85; Braunschweig 1891) e perfino tre edizioni russe (St. Petersburg 1872 & 1880; Vyatka, 1873).

Alla metà dell’Ottocento la sfida principale, nel campo della fisica, riguardava la spiegazione unitaria di una moltitudine di fenomeni raccolti e studiati in ambito sperimentale e attinenti ai fenomeni termici, ottici, chimici, elettrici e magnetici. Secchi perseguì lo scopo di individuare un principio generale unitario, capace di ridurre tutti i fenomeni naturali e le leggi fisiche ad un unico schema interpretativo, attraverso l’analisi della correlazione delle forze e dei loro effetti di moto. Egli si mosse nel quadro di un programma meccanicistico nel quale tutte le forze, comprese quelle molecolari, gravitazionali ed elettromagnetiche, dipendevano dal moto rotatorio e traslatorio della materia. Quest’ultima, intesa nella doppia accezione di ponderabile (percettibile ai sensi) e sottile (impercettibile ai sensi), agiva attraverso interazioni governate dalle leggi meccaniche ed in particolare dal nuovo principio di conservazione dell’energia.

Secchi elaborò la costruzione della sua teoria unitaria partendo dalla nuova teoria cinetica dei gas. Con tale teoria egli costruì dapprima un modello interpretativo del calorico (capitolo I), ridotto ad una “forma di moto della materia ponderabile”, poi lo estese, nei capitoli successivi, alla luce (capitolo II), all’elettricità (capitolo III) e alla costituzione della materia (capitolo IV).

Il testo registrò in Italia ampi consensi, soprattutto in quegli ambienti didattici dove era molto sentita l’esigenza di un rinnovamento dell’insegnamento, che stesse al passo con la ricerca. Al contempo, tuttavia, l’opera suscitò aspre critiche, per le sue implicazioni filosofiche. Le principali provenivano in seno all’ordine stesso della Compagnia di Gesù, e in particolare dal gesuita Giovanni Maria Cornoldi, fautore del neotomismo. Cornoldi, sostenuto dai collaboratori della rivista “Civiltà Cattolica”, attaccò frontalmente Secchi, accusandolo di adottare e propagare le nuove teorie meccanicistiche e della fisica atomica, considerate dai neotomisti contrarie alla dottrina scolastica ilemorfica della materia. Secchi non esitò a riconoscere in queste posizioni il pericolo di un crescente divario tra Chiesa e scienza. È significativo che, un anno dopo la morte di Secchi, il neotomismo venne proclamato fondamento della dottrina cattolica, con l’enciclica “Aeterni Patris” di papa Leone XIII.

Roberto Mantovani - Università di Urbino

Bibliografia
Secchi, A. (1864). L’Unità delle Forze Fisiche. Saggio di Filosofia Naturale del P. Angelo Secchi D. C. D. G. Roma: Tipografia Forense; Secchi, A. (1874). L’Unità delle Forze Fisiche. Saggio di Filosofia Naturale del P. Angelo Secchi D. C. D. G. Direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano, 2 Vol., 3.a Edizione, 2.a italiana. Milano: Fratelli Treves, Editori; Secchi, A. (1885). L’Unità delle Forze Fisiche. Saggio di Filosofia Naturale del P. Angelo Secchi D. C. D. G. Direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano, 2 Vol., 4.a Edizione, 3.a italiana. Milano: Fratelli Treves, Editori.