Lezioni elementari
di fisica terrestre

coll'aggiunta di due discorsi sopra la grandezza del creato.
Opera compilata da scritti inediti
Angelo Secchi
Loescher, Torino e Roma, 1879
Tavola VII.
305 x 232 mm
Biblioteca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Il volume raccoglie le lezioni di fisica terrestre “date a un istituto di nobile gioventù”, come precisa l’autore nella sua introduzione, per mostrare le applicazioni della fisica alla “scala della fisica mondiale”. L’opera uscì postuma, per la prematura scomparsa di Secchi, nel 1878, mentre ancora ne correggeva le bozze. Si tratta anche della sua ultima opera che rappresenta per alcuni versi, pur nel carattere “elementare” della trattazione, una sintesi della sua vasta e variegata esperienza scientifica. Pur essendo noto più per i suoi contributi nel campo dell’astrofisica – di cui è considerato un padre – e della meteorologia, in quest’ultima opera lo scienziato gesuita mostra tutta la sua padronanza della fisica terrestre, una materia ancora a cavallo fra geologia e geografia, in attesa di diventare la moderna geofisica, con l’affermarsi nei decenni successivi di strumentazione e metodi sperimentali sempre più sofisticati.
Nell’introduzione al volume Secchi afferma di attingere da una letteratura internazionale consolidata e in particolare da un grande scienziato nostrano del suo tempo, il rosminiano Antonio Stoppani, considerato il padre della geologia italiana. Nel testo c’è tutta la visione ecologista di Secchi verso il nostro pianeta, in fondo il più importante per la nostra vita, verso il quale occorre prima di tutto volgere l’attenzione.
Completa l’opera scientifica un’appendice con due discorsi sulla grandezza del creato, non meno pregiata della trattazione precedente. Per certi versi questa parte del volume ci restituisce la reale dimensione scientifica e umana di Secchi e la sua grande capacità comunicativa e divulgativa con uno straordinario equilibrio fra scienza e fede. Infatti, fra i tanti aspetti sorprendenti di questa lettura è che il libro sembra scritto da uno scienziato religioso, più che da un religioso scienziato, quale era Angelo Secchi. È grazie al suo assistente P. Gaspare Stanislao Ferrari, se questa appendice, frutto di due conferenze tenute da Secchi nel 1876 e 1877, venne pubblicata. Nell’introdurle, P. Ferrari ricorda come in questi discorsi, che Secchi fu sempre restio a pubblicare, l’autore affronta gli stessi argomenti della più articolata trattazione precedente, riguardandoli da un punto di vista più alto e collegandoli “colle più importanti notizie svelateci dalla scienza astronomica, dalla chimica, e dall’antropologia”.

L’indice dell’opera è quindi così composto:
I – Aspetto generale del globo; II – Lavorio dell’acqua sulla superficie della terra; III – Circolazione dell’acqua nell’aria; IV – Circolazione dell’acqua negli oceani; V – Circolazione dell’acqua nell’interno della terra; VI – I vulcani ed il vulcanismo; VII – I terreni sedimentarii – Principii generali di geologia stratigrafica; – VIII De’ Terreni azoici e protozoici; IX – Era Paleozoica; X – Era mesozoica, o secondaria; XI – Era neozoica, o terziario; XII – Epoca glaciale e quaternaria; XIII – Epoca antropica o umana.
Appendice sulla grandezza del creato. Discorsi: I – La grandezza del creato nello spazio e nel tempo; II – La grandezza del creato nelle combinazioni costitutive dell’Universo.

Si conoscono almeno due traduzioni di quest’opera, in tedesco (1885) ed in spagnolo (1886). La tavola qui esposta riproduce una carta geologica della campagna romana eseguita nel 1870 dal naturalista e geologo Paolo Mantovani.

Graziano Ferrari - INGV-Sezione di Bologna