Registro disegni del disco solare e della cromosfera

anno 1871
[Angelo Secchi]
disegno a matita
283 x 308 mm
Archivio storico dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma,
Monte Porzio Catone (Roma)

Nel 1871 Angelo Secchi compie osservazioni della cromosfera al fine di analizzare la distribuzione delle protuberanze intorno al disco solare e indagare la relazione esistente tra macchie, facole e protuberanze nelle varie regioni solari. Utilizza il telescopio Merz in combinazione con lo spettroscopio utilizzato per studi solari. Esegue le osservazioni ponendo la fenditura dello spettroscopio tangente al bordo dell’immagine del disco solare e muovendola poi parallelamente e lungo il bordo solare, per esplorare la bassa cromosfera; un altro metodo spesso utilizzato per l’analisi dello spettro delle protuberanze era quello di allineare la fenditura perpendicolarmente al bordo solare.
Il disegno qui riprodotto mostra un esempio delle tavole prodotte durante le osservazioni. Queste tavole contengono disegni del disco solare e della bassa cromosfera, con annotazioni. Si notino le varie regioni della fotosfera con macchie, pori, facole e regioni polari (con struttura granulare attenuata) e della cromosfera con protuberanze osservate oltre il bordo solare. Le annotazioni descrivono l’orario e la durata delle osservazioni, la natura delle regioni osservate e le loro caratteristiche. I disegni aggiunti nelle parti inferiori delle tavole (qui visibile in basso) riassumono i dati riguardanti la posizione, la forma e le dimensioni delle varie protuberanze. Nel disegno aggiunto, oltre alle protuberanze osservate, si riconoscono facilmente i getti di plasma a piccola scala e rapida evoluzione che si protendono dalla fotosfera, oggi noti come spicole e fibrille.
Secchi notò che le protuberanze non sono distribuite in modo omogeneo nei due emisferi e intorno al disco solare: sono presenti prevalentemente nelle regioni comprese tra i 10 e i 40 gradi di latitudine e sono scarse ai poli e all’equatore. Inoltre, dalle evidenze raccolte dedusse che l’aspetto della corona visto durante le eclissi “è strettamente connesso con le protuberanze e le facole”.
Diversi di questi registri sono conservati presso l’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma; essi sono di particolare interesse scientifico per gli attuali studi sull’attività solare, perché costituiscono un prezioso archivio di dati storici su macchie, facole e protuberanze solari.

Ilaria Ermolli, INAF-Osservatorio Astronomico di Roma
Marco Ferrucci, INAF-Osservatorio Astronomico di Roma