“α Aquila”

[Angelo Secchi]
Manoscritto con disegno a matita, 1863 ca.
268 x 195 mm
Archivio storico dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma
Monte Porzio Catone (Roma)

Angelo Secchi è ritenuto, a pieno titolo, uno dei padri fondatori dell’Astrofisica. La nuova scienza, nata nella seconda metà del secolo XIX, si collocava nel solco tracciato dagli studi pionieristici di spettroscopia di Gustav Kirchhoff e Robert Bunsen, ai quali spetta il merito di aver aperto la possibilità di conoscere la natura fisica e chimica della materia attraverso l’analisi della luce per mezzo dello spettroscopio.
Secchi applicò i metodi spettroscopici allo studio degli astri e sviluppò una prima classificazione spettrale delle stelle che mise in evidenza il legame tra la distribuzione energetica dello spettro e la temperatura dell’atmosfera stellare. Egli osservò almeno 4000 stelle classificandole dalle più calde alle più fredde, secondo i seguenti quattro tipi:

  • I (Alfa Lyrae, Sirio) stelle bianco-azzurre;
  • II (Solare, Polluce) stelle gialle;
  • III (Alfa Orionis, Antares) stelle aranciate e rosse;
  • IV (“curiose”) stelle rosse con spettri a bande

Queste classi costituirono il fondamento delle successive classificazioni spettrali delle stelle, da cui derivano quelle attualmente in uso. Nel corso del secolo XX gli studi di Secchi hanno permesso di sviluppare i metodi per la determinazione dei parametri fisici e chimici delle atmosfere stellari che oggi costituiscono la base osservativa dei modelli che descrivono la struttura e l’evoluzione delle stelle e dei sistemi stellari.
L’immagine qui riprodotta è tratta dai manoscritti che descrivono i vari spettri stellari da lui osservati, contenenti appunti e disegni. Essa mostra le annotazioni relative alle osservazioni dello spettro di Altair, la stella più luminosa della costellazione dell’Aquila. Secchi la collocò tra le stelle della prima classe, quelle bianco-azzurre.
Secondo la classificazione spettrale moderna Altair è una stella di tipo A7 V, caratterizzata da una temperatura di 7550 K e da una rotazione molto rapida, che viene dedotta dall’allargamento delle righe spettrali.
Dopo quello dell’Università Gregoriana, il secondo più ricco fondo archivistico su Secchi si trova all’INAF- Osservatorio Astronomico di Roma, ed è relativo soprattutto a carte scientifiche, disegni e corrispondenza di Secchi. Altri piccoli fondi, costituiti per lo più da lettere, si trovano presso le varie Accademie di cui fu membro e le istituzioni (Osservatori, soprattutto) con cui era in contatto.

Aldo Altamore, Università degli Studi “Roma Tre”
Marco Ferrucci, INAF-Osservatorio Astronomico di Roma

Bibliografia
A. Secchi, Le Stelle. Saggio di astronomia siderale, F.lli Dumolard, Milano 1877; A. Altamore, “La nascita della Nuova Astronomia”, in Angelo Secchi- L’Avventura Scientifica del Collegio Romano, a cura di A. Altamore e S. Maffeo, Ed. Quater, Foligno 2012, p. 128 e ss.