“Sezione dell’Osservatorio del Collegio Romano”

“Descrizione del nuovo Osservatorio del Collegio Romano”
Angelo Secchi
Memorie dell'Osservatorio del Collegio Romano 1852-1855
Tipografia delle Belle Arti, Roma, 1856
Tavola II
Incisione, 490 x 475 mm
Biblioteca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli

Richiamato a Roma con l’incarico della direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano, Secchi si preoccupò di trovare una sede più idonea per l’Osservatorio. Mantenne l’osservatorio meteorologico nella sede originaria della torre Calandrelli (figura 1), e trasferì la strumentazione astronomica in nuovi locali, appositamente ricavati sul tetto dell’attigua Chiesa di S. Ignazio, sfruttando i quattro robusti pilastri che avrebbero dovuto sostenere la cupola, mai realizzata.
Arricchì la strumentazione esistente con un pregevole telescopio Merz da 25 cm di apertura (in alto a destra nell’immagine), acquistato con un lascito in favore del suo assistente Paolo Rosa; inoltre, allestì un osservatorio geomagnetico in locali opportunamente realizzati lontano da elementi metallici.
La sezione del nuovo Osservatorio, qui raffigurata, mostra la disposizione delle sale. Sulla pianta (figura 2), le sale sono indicate rispettivamente coi seguenti numeri:
A – stanza di collegamento con la scala a chiocciola in comunicazione con il Collegio;
B – biblioteca
C – scala centrale di accesso alle cupole
M – stanza del meridiano
E – stanza dell’equatoriale
F, G – stanze di disimpegno
H – gabinetto geomagnetico
Si noti, nella sezione della pianta, il busto di Pio IX, posto sulla sommità della scala centrale, in segno di riconoscenza verso il Pontefice che aveva appoggiato, anche economicamente, la realizzazione del nuovo Osservatorio del Collegio Romano.
L’idea di Secchi era quella di dedicare l’Osservatorio in modo particolare all’astronomia fisica: questa linea di ricerca, assolutamente innovativa per quei tempi, non solo era congeniale alla sua formazione da fisico, ma anche alle ridotte risorse economiche, che non permettevano l’acquisto di potenti telescopi, ed ai ritmi del personale che, essendo dei religiosi, dovevano conciliare gli impegni personali di preghiera e di apostolato con il lavoro astronomico, e quindi non potevano assicurare le serie di osservazioni regolari richieste, per esempio, da studi di astrometria e di meccanica celeste.
L’impulso dato da Secchi al nuovo Osservatorio (figura 3) farà di quest’ultimo uno dei primi e più attivi centri di astrofisica al mondo.

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo