Ritratto di Angelo Secchi

Tituli in Supremis Honoribus,
1878
Fototipia, 166 x 240 mm
Archivio dell’Accademia Italiana delle Scienze detta dei XL, Roma

Secchi si spense a Roma il 26 febbraio 1878. I suoi funerali furono molto modesti; per questo, alcuni suoi amici, tra cui il Principe Baldassarre Boncompagni, decisero di indire una sottoscrizione per onorare la memoria del defunto in maniera degna della sua fama. Il 13 aprile si tenne quindi una solenne commemorazione nella chiesa di S. Ignazio, con orazioni funebri e musiche di Mozart. In quella circostanza fu stampato un opuscolo, contenente il ritratto qui rappresentato; nell’opuscolo vennero riprodotte tutte le iscrizioni che decorarono la chiesa e che riassumevano la vita e le opere dell’illustre astronomo.
Dopo la morte di Secchi, da più parti si avvertì il bisogno di commemorare l’illustre scienziato, erigendo un monumento in suo onore, per scongiurare il rischio di un oblio che si andava già delineando. Una delle iniziative riguardò il progetto di una torre telescopio (figura 1) che avrebbe dovuto essere realizzata a Reggio Emilia per osservazioni solari, in memoria di Angelo Secchi. Fu pertanto realizzato un opuscolo a stampa, contenente una lettera inviata dal medico modenese Gaetano Tacchini, fratello dell’astronomo Pietro, ad una non meglio identificata autorità scientifica, per avere un parere a supporto del progetto. Dal medesimo opuscolo si apprende che il progetto fu sottoposto anche all’esame di George Ellery Hale, negli Stati Uniti, che diede alcuni suggerimenti. Referente scientifico del progetto sembra essere stato il modenese Annibale Riccò, direttore dell’Osservatorio di Catania, il quale espresse alcuni dubbi sulla sua realizzazione, e perciò invitò Tacchini a cercare altri autorevoli sponsors scientifici.
Il progetto prendeva le mosse da una pubblica sottoscrizione realizzata da illustri cittadini reggiani, per realizzare un “monumento scientifico” in onore di Secchi. Pietro Tacchini suggerì di realizzare una torre solare, e contribuì devolvendo i proventi della vendita del suo libro sulle eclissi, pubblicato nel 1888 (figura 2).
Intanto, anche a Roma, in ambienti vaticani, si progettava la realizzazione di un “monumento meteorologico”: una sorta di stazione meteorologica monumentale, ad uso della pubblica cittadinanza (figura 3).
Nessuno dei monumenti dedicati a Secchi furono, in realtà mai realizzati. Del secondo, fu preparato un bozzetto, a lungo conservato presso la Torre dei Venti, dal 1892 divenuta sede della Specola Vaticana, quest’ultima poi trasferita a Castel Gandolfo.
La memoria di Secchi declinò rapidamente, come l’astrofisica italiana, che aveva fondato, e che ai primi del XX secolo era già tramontata, sviluppandosi invece velocemente negli USA che, di fatto, sia nel campo della spettroscopia stellare che in quella solare, raccolsero in pieno l’eredità scientifica di Secchi.

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo