Consenso parentale

135x170mm
Fondo Provincia Romana, fasc. 2604, Padre Angelo Secchi
ASPEM Archivio Storico della Provincia Euro-Mediterranea, Roma

Nel 1833, Angelo entra nel noviziato della Compagnia di Gesù, a S. Andrea al Quirinale. Nel fascicolo personale conservato nell’archivio dell’ex-Provincia Romana, si trovano i vari documenti richiesti per l’ingresso in noviziato, tra cui il consenso dei genitori, qui riprodotto.
Da questo documento si evince che i biografi che riferiscono di Secchi orfano di padre in tenera età attingono in realtà ad una retorica deamicisiana, piuttosto in voga a quei tempi. La firma del padre, che qui compare, dimostra infatti che questi è ancora in vita quando Secchi entra in noviziato, benché la grafia incerta ne tradisce una certa anzianità e forse anche infermità.
Dello stesso corpus di documenti fanno parte gli attestati sulla condotta morale del ragazzo rilasciati dal parroco, i certificati del rettore del Collegio di Reggio sui sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia ricevuti in Collegio, e quello sul rendimento scolastico, più che soddisfacente (figura 1). Vi si trovano anche il certificato di sana e robusta costituzione e la fedina penale, rispettivamente rilasciati dalle competenti autorità mediche e di polizia, a dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni necessarie per abbracciare la vita religiosa, ovvero l’assenza di gravi patologie e di reati commessi.
Da un altro documento, datato 1839, si deduce invece l’anno di morte del padre: si tratta infatti del rogito relativo alla rinuncia di Secchi ai beni ereditati in favore del fratellastro Tommaso e della sorella Anna, già sposata Zanardi.
La scelta del giovane Angelo di entrare nella Compagnia di Gesù fu abbastanza condivisa dalla famiglia, almeno da quanto si evince dalla corrispondenza scambiata con la madre nei primi anni della sua vita da religioso. Nel 1847 Secchi ricevette l’ordinazione sacerdotale e di lì a poco avrebbe emesso i solenni voti perpetui nella Compagnia di Gesù, se gli eventi risorgimentali non ne avessero ritardato la professione al 1852 (figura 2).

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo
Matteo Galaverni, Specola Vaticana