Collegio Illirico Lauretano – 2

[Facciata]
1930ca.
Fotografia, 210x135mm
Fondo Provincia Romana, vol. 565, fasc. 8
ASPEM Archivio Storico della Provincia Euro-Mediterranea, Roma

La presenza dei gesuiti a Loreto risale al tempo di Giulio III, quando fu loro affidata la gestione del celebre santuario mariano della Santa Casa; i gesuiti furono infatti investiti dal Pontefice della carica di Penitenzieri nella Santa Casa di Loreto. Il Collegio fu istituito formalmente da Gregorio XIII nel 1581; esso era destinato agli studenti provenienti dall’Illiria – attuale penisola balcanica – per la loro istruzione. Nel tempo, il collegio ospitò anche studenti provenienti da città limitrofe – ricordati nei documenti come “piceni” – e dal resto dell’Italia, ma conservò sempre la sua originaria vocazione “illirica”: anche nel corso dell’Ottocento, infatti, si registrarono alcuni ingressi di studenti provenienti da Scutari e da altre città albanesi.
Il Collegio fu organizzato, inizialmente, in alcune case proprio nelle vicinanze della Santa Casa di Loreto. Nei primi anni di vita del Collegio, tuttavia, i convittori non furono numerosi, tanto che per alcuni anni il collegio lauretano fu sospeso ed essi trasferiti nel Collegio Romano nell’Urbe per proseguire i propri studi.
Urbano VIII provvide a dotare ulteriormente il Collegio, che conobbe la sua fase più florida dalla seconda metà del Seicento fino al Settecento.
Nel 1773 la Compagnia di Gesù fu sciolta, per volere di Gregorio XIV e anche a Loreto i gesuiti dovettero abbandonare il Collegio, dove subentrarono loro i francescani e successivamente i barnabiti. Devastato dalle truppe napoleoniche nel 1797, il Collegio fu poi riconsegnato ai gesuiti dopo la ricostituzione della Compagnia, avvenuta nel 1814 da parte di Pio VII, a seguito di numerose istanze della cittadinanza e di alti prelati perché i gesuiti tornassero a Loreto. L’Ordine tornò in possesso del Collegio solo a partire dal 1834, al termine dei lavori di ristrutturazione dell’immobile; fino a quell’anno gli illirici furono mandati a Roma presso il Collegio di Propaganda Fide, a spese della Santa Casa, per garantire la loro istruzione.
Proprio in questa seconda fase di vita del Collegio si colloca la permanenza di p. Secchi e la sua attività didattica, per la quale si avvalse del Gabinetto di fisica, appositamente allestito in quegli anni.
Il Collegio illirico lauretano continuò la sua attività fino al 1860, quando, in seguito all’arrivo delle truppe piemontesi in città, i gesuiti decisero di abbandonare il collegio, mentre arrivava dal governo provvisorio il decreto di espulsione e la confisca dei beni. I locali del Collegio e la stessa Basilica della Santa Casa furono quindi occupati, destinati alle funzioni di ospedale per i feriti e alloggi temporanei delle truppe; la maggior parte delle suppellettili, degli oggetti e della biancheria fu dispersa o sottratta in quei giorni di occupazione.
I gesuiti tornarono ad abitare i locali del collegio a partire dal 1925, su richiesta del Vescovo mons. Cossio, aprendo una scuola apostolica con convitto, ma anche per studenti esterni, l’Istituto S. Giovanni Berchmans; vi rimasero fino al 1942 quando il collegio fu definitivamente chiuso e l’Istituto fu trasferito a Cesena.
Oggi il complesso del Collegio, che non è più di proprietà dei gesuiti e che ospita, fin dal 1968, i pellegrini che si recano in visita alla Santa Casa di Loreto, mantiene ancora la sua struttura architettonica risalente all’Ottocento.

Maria Macchi, ASPEM