L’aurora boreale del 1848 osservata a Napoli

"il 17 9.bre 1848 dall’Osservatorio Reale di Capodimonte"
Salvatore Fergola (1796-1874),
1848
olio su tela, 44 x 72,3 cm
Collezione privata

Prima di lasciare Stonyhurst, Secchi ebbe modo di assistere ad una spettacolare aurora boreale, che si verificò nella notte tra il 17 ed il 18 novembre 1848. Il fenomeno fu talmente intenso ed esteso, da essere osservato anche a basse latitudini, come prova il dipinto qui rappresentato. Salvatore Fergola, tra i principali esponenti della scuola di Posillipo, realizzò due diversi esemplari del dipinto che verosimilmente rappresentano due successive fasi del fenomeno atmosferico: il primo dai colori più leggeri e con gli splendenti raggi di luce che sovrastano le campagne a nord ovest dell’osservatorio di Capodimonte; il secondo, dai toni rosso acceso, mostra in primo piano un gruppo di persone raccolte davanti a un’edicola votiva (figura 1).
Verso le dieci di sera, il direttore dell’Osservatorio di Marina, Mario Patrelli, osservò una luce che sembrava il riverbero di un vasto incendio. Il cielo apparve come avvolto di un leggerissimo vapore rosso fino dietro le colline di Capodimonte. “ben presto acquistò una movenza ed una variabilità continua, mostrando in diversi punti, ora il cielo nel suo naturale colore, ora addensamento del purpureo vapore: talvolta era strisciata di fasce verticali, o rosse a diversa gradazione di densità, o di luce gialla e bianca frammischiata di strisce rossastre”.
Anche a Roma il fenomeno ebbe grande eco, come testimonia l’articolo pubblicato sulla rivista “L’album” che descrive in dettaglio l’evento astronomico e il disegno dal vero che l’accompagna (figura 2): “Un non piccolo numero di persone anche ancor si trovava per le vie rallegrate in quella sera da una imponente festosa dimostrazione, rimaneva estatico a contemplare quel brillantissimo chiarore [che] rallegrava l’invidiato cielo di Roma”.
Questa aurora costituisce un ideale punto di congiunzione tra il soggiorno inglese di Secchi e quello americano. Infatti per il secondo meeting dell’American Association for the Advancement of Science, tenuto all’Harvard University di Cambridge, Secchi inviò la comunicazione: “Aurora Borealis” proponendo alcune considerazioni sulla natura di questo fenomeno. Questo studio richiamò l’attenzione del celebre fisico americano Joseph Henry.

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo
Mauro Gargano, INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte

Bibliografia
G. Parati, "Aurora boreale veduta in Roma nel novembre del 1848", L'album, A. 15, 1849, pp. 324-326;
M. Patrelli, "Relazione dell'aurora boreale osservata in Napoli la sera del 17 nov. 1848 dall'Osservatorio Astronomico della R. Marina", Rendiconto delle adunanze e de' lavori dell'Accademia napolitana delle scienze, A. 7, 1848, pp. 383-388;
V. Sgarbi, I tesori nascosti: Tino di Camaino, Caravaggio, Gemito, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Musei, 2017.