“Georgetown College Taken from the Observatory”

Titian Ramsay Peale (1799–1885),
fotografia, 1857
Archivio storico dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, Monte Porzio Catone (Roma)

John Carroll, che nel 1789 fu nominato da Papa Pio VI primo vescovo cattolico nei nuovi e indipendenti Stati Uniti, in quello stesso anno provvedette all’acquisto del terreno per questa università. Le lezioni iniziarono nel 1792, per cui questa è la più antica istituzione cattolica, e anche gesuitica, di alta formazione nel Paese. Essa si affaccia sulla cittadina di Georgetown, che a sua volta fronteggia Washington, nel Distretto di Columbia. Nel 1851 fu istituita la Facoltà di Medicina, seguita da quella di Giurisprudenza nel 1870. Queste due scuole ancora caratterizzano l’attuale alta reputazione di questa università (figura 1).
Secchi giunse all’università dal Collegio di Stonyhurst, in Inghilterra, nel novembre 1848, vale a dire più o meno nel periodo in cui i corsi si stavano espandendo, e l’insegnamento delle scienze naturali era in fase di potenziamento. Fu lì nominato Professore di Fisica e Astronomia e vi insegnò per un anno. Oltre alle lezioni, Secchi svolgeva ricerche sul comportamento dei corpi sotto l’influenza della corrente elettrica. Naturalmente, scrisse dei suoi risultati, che furono pubblicati nella prestigiosa rivista Smithsonian Contributions (Vol. III Art. 2, Washington, 1852) (figura 2).
Secchi riuscì ad inserirsi nel locale contesto scientifico grazie a Padre James Curley, che aveva costruito l’Osservatorio di Georgetown nel 1844 e ne era il direttore. La fotografia qui raffigurata fu probabilmente inviata da lui a Secchi, dopo il suo rientro, come ricordo del suo soggiorno. Una stretta amicizia con il celebre idrografo, meteorologo e astronomo, Matthew F. Maury, inoltre, incrementò le competenze di Secchi in queste tre discipline, e fece sì che questi richiamasse l’attenzione degli scienziati italiani sulle scoperte di Maury. Pertanto, quando nel settembre 1849 Secchi iniziò il suo viaggio di ritorno in Italia, via Inghilterra, aveva già sperimentato che si sarebbe trovato al posto giusto assumendo la direzione dell’Osservatorio del Collegio Romano.

Christopher Corbally, S.J., Specola Vaticana