Lettera di Secchi a fratel Marchetti

Palermo, 27 novembre 1870
Fondo Secchi, 9.2, c. 107
135 x 224 mm
Archivio Pontificia Università Gregoriana, Roma

Il gesuita fratel Francesco Marchetti, assistente di Secchi all’Osservatorio del Collegio Romano, fu grande amico e confidente di Secchi, raccogliendo spesso le sue ansie e i suoi sfoghi. La questa lettera qui in mostra venne scritta da Secchi qualche mese dopo la breccia di Porta Pia, mentre egli si trovava a Palermo, in procinto di raggiungere la stazione astronomica di Augusta, dove avrebbe osservato l’eclisse totale di sole del 1870.
Secchi ha appena scritto la lettera di rinuncia alla cattedra di astronomia fisica presso l’Università La Sapienza, che gli era stata offerta dal Governo italiano, ma alla quale dovette rinunciare per obbedienza ai Superiori, una tra le varie mosse del complesso conflitto diplomatico tra Stato e Chiesa che si aprì con la presa di Roma.
Egli teme le rappresaglie del Governo italiano, dopo tale rinuncia, e soprattutto di essere privato del suo osservatorio. Scrive a Marchetti che egli non ha amici di sorta alcuna che possano aiutarlo o proteggerlo in questo frangente, e che quindi metta al sicuro le sue carte e i suoi manoscritti di fronte al rischio di una confisca. La mia posizione è nelle mani di Dio scrive all’amico confratello, che avrebbe dovuto accompagnarlo nella spedizione in Sicilia ma, giunto a Napoli, era tornato a Roma, proprio per difendere l’Osservatorio da possibili colpi di mano del Governo.

Ileana Chinnici - INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo