“Vue général de l’Observatoire de Greenwich”

"(côté ouest)"
S. Laplante Sc., Perot
L’astronomie pratique et les observatoires en europe et en Amerique. Première partie. Angleterre
par C. André, G. Rayet
Paris, Gauthier-Villars, 1874
Tav. 2
111 x 177 mm
Biblioteca dell'INAF - Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli

Il 30 agosto 1858 Angelo Secchi lasciò la Francia alla volta dell’Inghilterra. Il suo primo interesse fu rivolto verso l’Osservatorio di Greenwich, dove George Biddell Airy gli mostrò l’ultimo acquisto dell’Istituto: un rifrattore di Merz da 32 cm di apertura, dotato di tutte le più moderne funzionalità. Tuttavia Secchi, che disponeva di strumentazione più modesta, giudicò il grande telescopio come un gigante “molto brutto e insipido”. Russell Henry Manners, segretario della Royal Astronomical Society, invitò Secchi a visitare il Crystal Palace (figura 1), sede della prima esposizione universale del 1851, che l’astronomo descrisse come “Spettacolosa meraviglia, più largo di S. Pietro e lungo tre volte tanto.”.
Uno degli incontri più interessanti che Secchi fece a Londra fu quello con Warren De la Rue, pioniere della fotografia astronomica, che descrisse come “un sommo ingegnere, un chimico perfetto [e un] milionario a sterline… Così si può fare l’astronomo, senza seccare nessuno, e le fotografie senza fastidi”. Egli aveva realizzato una bella serie di “imagini fotografiche di alcune stelle fisse, quelle dei pianeti Giove, Saturno e Marte [ottenendo] le prove stereoscopiche dei detti pianeti. Anche la luna fu riprodotta dallo stesso tanto nelle diverse sue fasi ed anco stereoscopicamente” (figura 2). Secchi restò particolarmente colpito dall’eccellente strumentazione posseduta da De la Rue, in particolare dal magnifico telescopio equatoriale con un’apertura di 33 cm dotato di un perfetto movimento orario. Ma furono le tecniche fotografiche usate da De la Rue ad attirare l’attenzione di Secchi, soprattutto l’utilizzo della soluzione al collodio da poco introdotta nel processo di sviluppo delle immagini. Da queste conversazioni scientifiche Secchi ottenne grandi spunti e nuovi stimoli per proseguire con maggior tenacia le sue ricerche nel campo dell’astrofotografia.
Il viaggio d’oltremanica di Secchi proseguì visitando il laboratorio di Charles Wheatstone che gli mostrò il suo nuovo tipo di telegrafo e poi gli osservatori dello Stonyhurst College, di Dublino e di Oxford. Dopo aver acquistato attrezzature scientifiche e le grandi lenti Fresnel per i fari dei porti di Ancona e Civitavecchia, il 23 settembre Angelo Secchi fu di nuovo in Francia e da qui rientrò a Roma.

Mauro Gargano, INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte
Valeria Zanini, INAF-Osservatorio Astronomico di Padova

Bibliografia
Borlinetto L. (1868), Trattato generale di fotografia, Padova, Stabilimento Nazionale di P. Prosperini; Chinnici I. (2018), Deconding the stars, in press; Secchi A. (1858), Diario, APUG.