“Square des Arts et Métiers”, Paris

"Vue prise du boulevard Sébastopol"
1870ca.
Albumina, 110x160 mm
Collezione Privata

Fu Parigi la meta dei due ultimi viaggi all’estero di padre Secchi: il primo nell’agosto 1870, il secondo tra il settembre e l’ottobre del 1872. Anche se la ragione non era turistica, e quindi quasi certamente l’astronomo non avrà vagabondato tra palazzi e monumenti (figura 1), nella sua ultima visita, avrà certamente visto le terribili conseguenze dell’assedio della città durante la guerra franco-prussiana.
Il motivo dei viaggi era scientifico: la partecipazione, come rappresentante dello Stato Pontificio, ai lavori della Commissione internazionale per la definizione del metro.
Proprio a Parigi, presso gli Archivi Nazionali era conservato, dalla fine del XVIII secolo, il “metro campione”, ossia una barra di platino, lunga la decimilionesima parte del meridiano terrestre che era stato misurato dagli astronomi Jean Baptiste Delambre e Pierre Méchain. Il passare degli anni e la diffusione di molti “metri campione” non precisamente uguali aveva reso necessaria la realizzazione di un nuovo prototipo dell’unità di misura.
Secchi si recò a Parigi nell’agosto 1870 come membro della Commissione incaricata di questa revisione, che si riunì presso il Conservatoire des Arts et Métiers. Il Governo francese aveva invitato 26 paesi, ma a causa della guerra solo 16 delegazioni raggiunsero Parigi. I lavori furono interrotti e ripresi solo nel 1872.
Tra le due riunioni qualcosa era cambiato anche in Italia: il 20 settembre 1870 la presa di Roma, dalla breccia di Porta Pia, sancì infatti l’annessione della città al Regno d’Italia e la fine dello Stato Pontificio come entità politica. Quindi l’invito di Secchi alla riunione del 1872 come delegato della Santa Sede “fu riguardato dal Vaticano come un atto in cui il governo francese riconosceva il diritto del S. Padre di inviare un delegato alla Commissione”. Tanto che, rispetto alla richiesta di Secchi di avere 600 franchi per le spese di viaggio, la Santa Sede ne assegnò ben mille!
Il gesuita si trovò ben presto nel bel mezzo di una crisi diplomatica. Allo Stato Pontificio, infatti, fu accordato il diritto di voto e lo scontro con la delegazione italiana, guidata dal generale Agostino Ricci, fu inevitabile: gli italiani si ritirarono dai lavori. Nel suo diario, Secchi descrisse con il suo consueto umorismo la vicenda che lo vide coinvolto. La soluzione diplomatica fu infine raggiunta: la Commissione andava considerata solo come un’istituzione scientifica, mentre l’adesione al sistema metrico definito dagli scienziati spettava agli Stati e non agli scienziati. Nel 1875 furono infatti solo le autorità politiche a firmare la convenzione finale. Tra loro, la Santa Sede non c’era.

Agnese Mandrino, INAF-Osservatorio Astronomico di Milano

Bibliografia
Chinnici I. (2018), Deconding the stars, in press; Chinnici I. (2012), “Il profilo scientifico e umano di Angelo Secchi”, in: Altamore A. & Maffeo S., a cura di, Angelo Secchi. L’avventura scientifica del Collegio Romano, Foligno, Edizioni Quater, pp. 43-64.