“L’Observatoire de Paris avec ses nouveaux agrandissements”

Paul Fouché, F. Simon sc.
L’astronomie: revue d’astronomie populaire, de météorologie et de physique du globe, publiée par Camille Flammarion, A.1, 1882
fig. 2
121 x 99 mm
Biblioteca dell'INAF - Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli

Alla metà del XIX secolo lo Stato Pontificio si trovò nella necessità di dover migliorare la rete dei propri fari portuali e per questo affidò a Secchi l’incarico di recarsi in Inghilterra, attraversando la Francia, per acquisire le tecnologie e le conoscenze più avanzate nel campo. Questa si rivelò una ghiotta occasione per l’astronomo gesuita per venire in contatto con l’ambiente scientifico e astronomico più frizzante dell’Europa dell’epoca.
Imbarcato a Civitavecchia, Secchi giunse a Marsiglia il 25 agosto 1858. Qui incontrò Benjamin Valz, un “povero astronomo di 70 anni, che ancora lavora e si arrampica ai suoi cannocchiali aiutato dal solo custode… è così sordo che non capisce nessuno”, visitò l’Osservatorio e tre giorni dopo fu a Parigi, ospite dei confratelli del Collegio gesuitico. Nella capitale francese Secchi fu invitato all’Académie des Sciences presso l’Institut de France (figura 1) dove mostrò con orgoglio le sue fotografie della Luna. Infine fu ospite di Urbain Leverrier, direttore dell’Observatoire de Paris, e rimase impressionato dalla visita all’osservatorio (figura 2): “[l’ingresso] è una sala di lusso: lampadari, specchi e alcuni antichi strumenti, rimodernati e dorati per farne ornati speciali… Se noi avessimo il millesimo, faremmo altrettanto di lavori!”

Valeria Zanini, INAF-Osservatorio Astronomico di Padova
Mauro Gargano, INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte

Bibliografia
Chinnici I. (2018), Deconding the stars, in press; Secchi A. (1858), Diario, APUG.