Gli astronomi della stazione astronomica di Augusta

[Tommaso Tagliarini]
[Augusta, 1870]
Fotografia
150 x 200 mm
Archivio storico dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

“Secondo le deliberazioni di questa illustre Commissione [istituita dal governo italiano per organizzare la spedizione scientifica per l’eclisse del 1870], io mi dovea specialmente occupare delle fotografie solari sopratutto durante la totalità, essendo la quistione sulla forma reale della corona quella che più interessava la scienza.” Il programma scientifico che padre Secchi si riproponeva di ottenere dall’eclisse di Sole del 22 dicembre del 1870, che avrebbe attraversato il sud-est della Sicilia (figura 1), era estremamente chiaro e ambizioso. L’eclisse si presentava a tutti gli astronomi italiani come un’occasione unica per poter organizzare una spedizione con ampi obiettivi scientifici. Fu alla riunione preparatoria del settembre 1869 della commissione per l’eclisse presieduta da Giovanni Santini che Secchi venne incaricato delle osservazioni fotografiche, punto sul quale aveva insistito, ottenendo alla fine supporto. Dieci anni prima, durante l’eclisse totale di Sole del 1860 in Spagna, Secchi aveva ottenuto alcune tra le prime immagini fotografiche della corona solare grazie ad una scrupolosa preparazione del telescopio e della tecnica fotografica, raggiungendo importanti risultati.
La commissione finanziò l’intera spesa per i miglioramenti richiesti da Secchi al telescopio Cauchoix che necessitava di un solido movimento d’inseguimento, sebbene il telescopio del Collegio Romano appartenesse a un altro stato. Per la parte fotografica, molto costosa, si dovette risparmiare. Invece di portare un fotografo da Roma o Napoli come avrebbe preferito Secchi, Santini su consiglio di Cacciatore suggerì il nome di un valido fotografo palermitano, Tommaso Tagliarini, il quale, entusiasta di cooperare, aveva già dimostrato le sue abilità fotografiche durante l’eclisse che aveva attraversato il sud-Italia il 6 marzo 1867.
La tecnica fotografica utilizzata all’epoca, al collodio umido, esigeva una grande esperienza nel destreggiare varie sostanze chimiche e grande rapidità e perizia di esecuzione. Secchi aveva predisposto le osservazioni scrupolosamente. La fase di totalità sarebbe durata 110 secondi e Secchi aveva calcolato che era possibile effettuare almeno tre fotografie: due da 10 secondi per le protuberanze a inizio e fine della totalità e una da 70 secondi per la corona solare nel mezzo. Rimanevano circa 20 secondi per i cambi di posa e per una eventuale quarta esposizione. Era comunque molto complicato calcolare i tempi di esposizione dipendendo da moltissimi fattori come per esempio la “forza chimica” del collodio umido preparato pochi istanti prima dal fotografo. Inoltre, la trasparenza dell’atmosfera e la forza dei “raggi chimici” (blu-violetto), capaci di impressionare la lastra, avrebbero giocato un ruolo fondamentale per la buona riuscita della sequenza fotografica.
Il giorno dell’eclisse era stato preceduto da un’attenta messa a punto del telescopio e da numerose esercitazioni con l’equipe fotografica per minimizzare i problemi durante la totalità (figura 2a-b). Il tempo atmosferico all’inizio dell’eclisse “si presentava con tristi presagi”. A inizio del fenomeno il tempo era bello e ma solo 15 minuti prima della totalità nuvole sparse e alti veli cominciarono a presentarsi sopra il campo di osservazione. Tutto precipita nell’esatto istante d’inizio della totalità quando “sfortunatamente […] un cumulo con uno strascico sfumato” arrivò a coprire tutta la scena.
“Lo scoraggiamento s’impossessò dei fotografi” e la distrazione provocata dall’improvviso fenomeno provocò qualche reazione scomposta. Secchi con freddezza prese in mano la situazione cambiando la sequenza di esposizioni quando, circa minuto dopo l’inizio, la nuvola rapidamente si spostò lasciando libero il Sole. L’esito finale aveva lasciato “disgustati” i fotografi e sembrava che tutte le esposizioni fossero totalmente perdute, ma Secchi insistendo notò come “alla terza posa una bella coroncina di protuberanze era restata impressa. Era questa un arco minore di mezza circonferenza, ma importante e perciò la figura fu religiosamente conservata dopo essere stata rinforzata”.

Simone Zaggia, INAF-Osservatorio Astronomico di Padova

Bibliografia
Rapporti sulle osservazioni dell’eclissi totale di sole del 22 dicembre 1870, Palermo, Stabilimento Tipografico LAO, 1872; E. Olostro Cirella, M. Gargano, L'eclisse di Sole del 1870: una nuova prospettiva per l'astrofisica italiana, I. Chinnici, a cura di, Starlight, Napoli, Arte'm, 2016, pp. 56-78; E. Proverbio, La nascita della fisica solare ed il contributo di Pietro Tacchini allo sviluppo delle ricerche di astronomia solare in Italia, Atti della “Fondazione Giorgio Ronchi”, 2001, n.6, p.1165; Lettere Santini-Secchi, Archivio OAPD; I Tagliarini, due fotografi nella Sicilia del Grand Tour, Provincia di Palermo.