Base geodetica
sulla Via Appia

Estremi A e α
Mausoleo di Cecilia Metella, Via Appia Antica, Roma
41°57’07.9”N 12°31’16.1”E (datum WGS84-ETRF2000)

Tra il 1854 e il 1855 Angelo Secchi misurò lungo la via Appia Antica, dal monumento di Cecilia Metella (Roma) alla torre in località Frattocchie (Marino), una base geodetica lunga 12043.14 m.
L’operazione geodetica lungo l’Appia Antica nasceva da una doppia necessità: da una parte, quella di verificare la base misurata nel 1751 lungo la stessa via, sempre dal mausoleo di Cecilia Metella alle Frattocchie, dai padri gesuiti Ruggiero Boscovich e Christopher Maire, misura la cui correttezza era stata criticata dagli ingegneri militari francesi tra il 1809 e il 1810, dall’altra, quella di avere una nuova misura di riferimento per il disegno della cartografia dello Stato Pontificio e dell’Italia meridionale.
La base geodetica è il lato al quale si riferisce la triangolazione geodetica di una regione (misura diretta e molto precisa di angoli tra punti definiti del territorio) e la cui lunghezza risulta da una misura diretta sul terreno con un errore che deve risultare minore del millimetro. Con formule trigonometriche è possibile calcolare successivamente la lunghezza di tutti gli altri lati tenendo conto anche della curvatura della superficie terrestre.
Il punto iniziale della misura della base geodetica (estremo A) fu collocato da p. Secchi al centro della via Appia quasi all’altezza del cartiglio del mausoleo, estremo α della base di p. Boscovich.
A indicare l’estremo boscovichiano, gli ingegneri francesi collocarono nel 1809 una lapide su due spuntoni metallici ancora oggi visibili e poco più in basso del cartiglio. L’iscrizione è stata ritrovata nel 2011 nei Musei Vaticani.
La colonna alta ca. 3.50 m visibile sulla merlatura del mausoleo in corrispondenza dell’estremo α (in alto a sinistra nella foto), già esistente ai tempi di Secchi, era stata invece utilizzata per misure cartografiche e geodetiche dall’astronomo del Collegio Romano Giacomo Ricchebach, sotto la direzione del Direttore di allora, Giuseppe Caladrelli.

Tullio Aebischer, SISFA

Bibliografia
A. Secchi: Misura della base trigonometrica eseguita sulla via Appia per ordine del Governo pontificio nel 1854-1855, Roma, 1858, pp. 197; M. Marcelli, I lotto: da piazza Numa Pompilio a via Cecilia Metella in Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, CI, 2000, pp. 334-341; T. Aebischer: Padre Secchi geodeta: 1854/1855 e 1870 in Astronomia, 3, maggio-giugno 2011, pp. 42-49. Atti della Giornata di studio su P. Secchi (II), Grottaferrata (RM), 31 ottobre 2009; G. Filippi, T. Aebischer: Lapide posta dal Governo napoleonico (1809-1814) sul mausoleo di Caecilia Metella per ripristinare il caposaldo occidentale della base geodetica di Maire e Boscovich (1751) in Bollettino dei Monumenti, Musei e Gallerie Pontificie, XXIX, 2011, pp. 175-206; T. Aebischer: Le basi geodetiche storiche della Carta Topografica d’Italia (1875) come monumenti geodetico-cartografici in Atti del convegno nazionale 2011 (Modena, maggio 2011) in Supplemento CD al Bollettino AIC, 143, 2011, pp. 195-208; T. Aebischer: La via Appia Antica parco geodetico. Fonti letterarie e online sulle basi geodetiche di Boscovich e Secchi misurate per la cartografia dello Stato Pontificio e lo studio della forma della Terra (XVII-XXI secc.), Città di Castello (PG), pp. 233, 2014; T. Aebischer, Archeologia geodetica lungo l’Appia Antica (Roma) in S. Adorno, G. Cristina, A. Rotondo, a cura di: VisibileInvisibile: percepire la città tra descrizioni e omissioni, Atti VI Congresso AISU (Catania, 12-14 settembre 2013), collana Collaborazioni - 2, VII. Ritratti di città: città restituite e città interpretate, 2014, pp. 2036-2047; T. Aebischer: Misure geodetiche storiche lungo l’Appia Antica in Ga Gazzetta ambiente, XXIII, nn. 1-2, 2017, pp. 189-192.