Disegni di ammassi stellari, nebulose, pianeti, macchie solari

Angelo Secchi
Memorie dell’Osservatorio del Collegio Romano, anni 1852-55
Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1856
Tav. V
300 x 380 mm
Biblioteca della Specola Vaticana, Albano Laziale (Roma)

A partire dal 1852, Secchi puntò il suo eccellente telescopio Merz verso oggetti deboli e lontani. Tra i suoi primi studi astrometrici, oltre al catalogo delle stelle doppie, si occupò anche di ammassi stellari (da Secchi denominati “gruppi”) e nebulose. Per quanto riguarda gli ammassi stellari, Secchi era convinto che non fosse un semplice effetto prospettico ma che ci fosse un legame fisico tra le stelle di uno stesso ammasso, legame di cui gli appariva lungo e complesso – ma non impossibile – trovare la legge. A proposito delle nebulose, Secchi era convinto della doppia natura di questi oggetti, che in alcuni casi apparivano come ammassi di stelle non risolti, ma anche come oggetti formati da altro materiale, non meglio specificato: la spettroscopia mostrò poi la natura gassosa delle nebulose cosiddette planetarie, nome che deriva dalla loro luminosità estesa, come di pianeta.
La tavola qui esposta, datata 1856, ben riassume questi interessi iniziali di Secchi. Sulla sinistra, troviamo i disegni di alcuni ammassi stellari: 1. Sagittario (Nube delle Caustiche); 2. Sagittario (oggi noto come NGC 6603); 3. Gruppo di Antinoo (oggi noto come NGC 6709, nella costellazione dell’Aquila, che soppiantò quella di Antinoo, oggi non più esistente); 5. Ammasso globulare di Ercole (altrimenti noto come M13, secondo il catalogo di Charles Messier). La figura 4 mostra un disegno della nebulosa θ’ di Orione (oggi noto come ammasso aperto del Trapezio, parte centrale della nebulosa di Orione); essa fu spesso oggetto dell’attenzione di Secchi, che ne eseguì un accurato studio tra il 1864 ed il 1866, analizzandone anche lo spettro. Inoltre, le figure 6 e 7 riproducono Giove ed il suo terzo satellite, Ganimede, mentre la 8, la 10 e la 11 illustrano Saturno, dettagli del suo anello e Marte. Infine, la figura 9 mostra la grande macchia solare osservata da Secchi nel maggio 1855, il cui studio confermò le sue idee sulla natura e la formazione delle macchie solari

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Bibliografia
A. Secchi, Memorie dell’Osservatorio del Collegio Romano, anni 1852-55 (Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1856); A. Secchi, Sulla grande nebulosa di θ’ Orione (Firenze, Stamperia Reale, 1868); A. Secchi, Memorie dell’Osservatorio del Collegio Romano, anno 1851- Appendice (Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1852).