Protuberanze solari osservate a Palermo, Roma e Padova

Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani raccolte e pubblicate per cura del prof. P. Tacchini
volume I, Palermo, Stabilimento tipografico Lao, 1872
520 x 360 mm, dettaglio
Biblioteca dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Nella primavera del 1871 Angelo Secchi aderì a un programma osservativo proposto da Piero Tacchini, astronomo aggiunto presso l’Osservatorio di Palermo, che prevedeva un esperimento relativo alla forma delle protuberanze solari: fare il disegno dell’intiero bordo per tre o 4 giorni, così come lo si osservava – contemporaneamente – nelle tre sedi di Palermo, Roma e Padova, ove operava il collega Giuseppe Lorenzoni.
Le osservazioni, eseguite spettroscopicamente, durarono ben più dei pochi giorni preventivati inizialmente e anzi, dopo diversi mesi d’intensa collaborazione a distanza, Secchi partorì l’idea di fare una piccola società che si occupasse di questa faccenda di disegnare le protuberanze, immaginando studiosi di tutta Italia che si impegnassero due alla volta, un mese per ogni paio, acciò non restassero lacune per il tempo cattivo. Tacchini e Lorenzoni accolsero con entusiasmo la proposta e la ‘Società degli Spettroscopisti Italiani’ vide la luce nell’ottobre del 1871, nonostante alcune critiche da parte di un mondo accademico pervaso di personalismi e ancora strettamente aggrappato alla vecchia visione dell’astronomia, intesa come massima espressione della matematica pura.
Lo scopo dell’associazione era monitorare l’attività di macchie, facole e protuberanze solari, attraverso l’osservazione contemporanea svolta nelle varie sedi partecipanti. Soci fondatori furono Pietro Tacchini, che ne era anche il Presidente, Angelo Secchi, Giuseppe Lorenzoni, Lorenzo Respighi a Roma e Arminio Nobile a Napoli. Per uno scambio efficace ed aggiornato sugli studi e le osservazioni di tipo spettroscopico che si svolgevano in Italia, si diede vita anche alle Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani, l’organo di stampa ufficiale della Società. Il primo volume fu pubblicato nel 1872 a Palermo e ben presto, proprio per la sua novità, la rivista catalizzò l’interesse internazionale: la Società iniziò quindi ad aggregare anche soci stranieri e a pubblicare articoli in altre lingue; tra i membri della Società figurarono i più importanti astrofisici dell’epoca, come Jules C. Janssen, Georges Rayet, Norman Lockyer e, più tardi, George Ellery Hale. Le Memorie furono, in assoluto, il primo giornale al mondo dedicato alle ricerche astrofisiche e in ciò precedettero anche il celeberrimo The Astrophysical Journal, tutt’oggi la più prestigiosa rivista del settore, la cui nascita, peraltro, si deve proprio alla grande considerazione che il suo fondatore, Hale, aveva delle Memorie italiane. Anche in questo ambito, il contributo di Secchi fu quindi determinante per la costituzione di una comunità scientifica di astrofisici che lavorassero ‘in rete’ e per lo sviluppo dell’astrofisica come disciplina scientifica autonoma rispetto all’astronomia.

Valeria Zanini, INAF-Osservatorio Astronomico di Padova

Bibiografia
Starlight: la nascita dell'astrofisica in Italia/the origins of astrophysics in Italy, a cura di I. Chinnici, Napoli, Arte'm, 2016
P. Tacchini, Nuova società di spettroscopisti italiani, in «Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani», I (1872), pp. 3-6.
I. Chinnici,La Società degli spettroscopisti italiani e la fondazione dell’«Astrophysical Journal» nelle lettere di G. E. Hale a P. Tacchini, in «Atti del XVI Congresso di Storia della Fisica e dell‘Astronomia. Como 24 - 25 maggio 1996» (ed. P. Tucci), Como, 1997, pp. 299-321.
I. Chinnici, A. Gasperini, Alle origini dell’astrofisica italiana: il carteggio Secchi-Tacchini 1861-1877, Firenze, Fondazione Ronchi, 2013