Telescopio Equatoriale Merz

"Sezione prospettica interna del cielo mobile e dell'equatoriale di Merz ..."
Angelo Secchi
L’Astronomia in Roma sotto il Pontificato di Pio IX
Roma, Tipografia della Pace, 1877
Tav. V
250 x 340 mm
Biblioteca della Specola Vaticana, Albano Laziale (Roma)

Il telescopio Merz da 25 cm di apertura, installato nel 1854, era il più importante degli strumenti del nuovo Osservatorio del Collegio Romano realizzato da Secchi. Fu acquistato per sopperire alla mancanza di un moderno strumento a montatura equatoriale, ed era uno dei migliori telescopi in dotazione agli osservatori astronomici dell’epoca e uno dei più grandi in Italia. I fondi per acquistarlo furono reperiti grazie a un lascito ereditato da uno degli assistenti di Secchi, Paolo Rosa, della famiglia dei conti Rosa Antonisi. L’utilizzo di questo strumento produsse un immediato salto di qualità negli studi condotti da Secchi e dai suoi collaboratori al Collegio Romano. Fu utilizzato inoltre per le prime osservazioni spettroscopiche stellari eseguite presso l’Osservatorio e contribuì grandemente allo sviluppo della fisica solare, grazie al confronto con i risultati ottenuti a Palermo con un quasi identico telescopio Merz, utilizzato da Pietro Tacchini. Il telescopio rimase in uso all’Osservatorio del Collegio Romano fino al 1889, quando fu trasferito nell’annesso Museo Astronomico e Copernicano, voluto da Tacchini. A seguito del trasferimento del Museo, nel 1923 fu trasportato presso il nuovo Osservatorio di Roma su Monte Mario; fu poi inopportunamente utilizzato negli anni Cinquanta come cercatore di un moderno telescopio Steinheil. Entrambi i telescopi furono distrutti da un incendio nel 1958, cosicché praticamente nulla rimane oggi di questo glorioso strumento, se non il pilastro di granito che lo sorreggeva, rimasto nei fatiscenti locali del Collegio Romano, in attesa di un prossimo restauro dell’intero complesso.

Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Bibliografia
A. Altamore, F. Poppi, S. Maffeo, “Merz Telescopes in Rome” in: I. Chinnici (ed.) Merz Telescopes, Springer, 2017