Spettroscopio a visione diretta

J. Hofmann, Parigi, 1862
Ottone, vetro
Lunghezza cm 40
Museo dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, Monte Porzio Catone (Roma)

Lo spettroscopio a visione diretta, ideato dall’astronomo fiorentino Giovanni Battista Amici, consiste in una serie di prismi di vetro di diversa rifrangibilità, incollati in successione, attraverso i quali passa il fascio di luce da analizzare. Nel 1862, in occasione di un soggiorno a Roma di Jules Janssen, che ne utilizzava uno simile per i suoi studi sullo spettro solare, Secchi ebbe l’occasione di testare le prestazioni dello strumento. Secchi ordinò quindi all’ottico parigino Hoffman uno spettroscopio a cinque prismi, qui mostrato, che utilizzò nel 1863 per le sue prime osservazioni di spettri stellari. In seguito, Secchi commissionò alla ditta Merz un altro spettroscopio a visione diretta, di migliore qualità, col quale nel 1867 potè realizzare la sua classificazione spettrale delle stelle.
La classificazione spettrale di Secchi costituì la base delle successive classificazioni, in particolare quelle condotte all’Osservatorio di Harvard, negli Stati Uniti, sul finire del XIX secolo. Questi studi hanno permesso di determinare i parametri fisici e la composizione chimica delle atmosfere stellari e, insieme alla fotometria stellare, hanno rappresentato la base osservativa dei modelli che descrivono la struttura e l’evoluzione delle stelle e dei sistemi stellari.
Varie combinazioni di prismi erano utilizzati da Secchi anche per le osservazioni spettroscopiche delle protuberanze solari (figura 1). Mentre Lorenzo Respighi, direttore dell’Osservatorio del Campidoglio, utilizzava il metodo della “fenditura allargata” – collocando la fenditura dello spettroscopio tangenzialmente al bordo solare riusciva ad ottenere le immagini d’insieme delle protuberanze – Secchi preferiva applicare il metodo della “fenditura stretta” (figura 2), che permetteva di fare una scansione più particolareggiata della protuberanza, andando ad osservare di volta in volta piccole strisce della stessa e consentendo di “ricostruire a vista” l’immagine generale della protuberanza.

Aldo Altamore, Università degli Studi “Roma Tre”
Marco Faccini, INAF-Osservatorio Astronomico di Roma

Bibliografia
Altamore A. 2012, “La nascita della Nuova Astronomia”, in Angelo Secchi- L’Avventura Scientifica del Collegio Romano, a cura di A. Altamore e S. Maffeo, Ed. Quater, Foligno 2012, p. 128 e ss; ibid., pp.131 e ss; Secchi A. 1877, “Le Stelle. Saggio di astronomia siderale”, F.lli Dumolard, Milano 1877.