Circolo Meridiano

Traugott Leberecht von Ertel, Monaco di Baviera, 1842
Ottone, acciaio, bronzo e legno
141 x 74 x 200 cm
INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari, Selargius (Cagliari)

Il Circolo (o Cerchio) Meridiano di Ertel era uno dei migliori strumenti del Collegio Romano all’atto dell’affidamento della direzione di quest’ultimo ad Angelo Secchi. Era stato infatti donato nel 1842 dall’allora Superiore Generale della Compagnia di Gesù, Jan Roothan, lo stesso che più tardi autorizzò il trasferimento dell’Osservatorio sul tetto della chiesa di S. Ignazio.
Secchi, che ne fece un accurato esame nel 1850 (figura 1), lo utilizzò per le usuali osservazioni del transito degli astri al meridiano, in particolare per quello del sole, che dava il segnale del mezzodì, nel progetto di riforma della misura del tempo, da Secchi fortemente voluto. Questo prevedeva il passaggio al sistema all’europea (durata del giorno misurata da mezzodì a mezzodì, e divisa in ventiquattro ore), abbandonando il sistema in uso nello Stato Pontificio, che si uniformava a quello liturgico, con l’inizio del giorno successivo al tramonto del sole. Per rendere pubblico il segnale del Mezzodì, Secchi adottò il sistema della time-ball: una sfera di vimini, coperta da tela nera, e inserita in un’asta, veniva fatta calare giù all’istante del mezzogiorno, con un segnale telegrafico, dal tetto della chiesa di S. Ignazio: alla vista di tale segnale, veniva sparato un colpo di cannone dal Gianicolo.
Per allineare lo strumento, Secchi sostituì la vecchia mira sull’Aventino con una mira da lui collocata sul colle Pincio, dove oggi è collocato un busto dello scienziato.
Dopo la morte di Secchi, lo strumento ebbe un destino singolare (figura 2), passando di mano in mano, tra diverse istituzioni. Nel 1910 fu infatti ceduto dall’Osservatorio del Collegio Romano alla Filotecnica di Milano in cambio di uno strumento di maggiori dimensioni; qui venne modificato in modo irreversibile e rinnovato in alcune parti, in modo da essere ancora utilizzabile. Lo strumento fu quindi acquisito dall’Osservatorio Astrofisico di Catania dove entrò in funzione nel 1913. Nel 1971 fu dato in prestito permanente all’Osservatorio Astronomico di Cagliari, dove è tuttora conservato e musealizzato.

Pino Calledda, INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari
Ileana Chinnici, INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo

Bibliografia
A. Secchi, “Esame del Circolo Meridiano”, Memorie dell’Osservatorio del Collegio Romano, 1850, pp. 9-23; E. Paci, “Studio del Circolo Meridiano di Ertel -I”, Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani, serie 2, vol. 3, pp. 121-122.